Trasporti, D’Alessandro: “D’Annuntiis non sa di cosa parla”

Trasporti, D’Alessandro: “D’Annuntiis non sa di cosa parla”

Il deputato Camillo D’Alessandro, già sottosegretario alle infrastrutture ed ai trasporti in Regione Abruzzo nella precedente legislatura, interviene sulla questione e le problematiche dei trasporti abruzzesi: “D’Annuntiis non sa di cosa parla, appare come un corpo estraneo in una materia che ignora, i trasporti. Non c’è un atto che il sottosegretario regionale  D’Annuntiis non abbia fatto che non sia sbagliato, ci vuole l’impegno. Ogni suo provvedimento portato in commissione è stato stravolto con emendamenti da lui stesso presentati a riprova della assenza totale di idee chiare e programmazione. Andiamo nell’ordine. Primo, noi abbiamo acquistato oltre centocinquanta autobus nuovi e fatto oltre trecento nuove assunzioni di autisti, senza i quali oggi il servizio non potrebbe essere effettuato.  E’ ricominciato l’anno scolastico, in molte realtà,  ma l’orario scolastico non ancora parte e soprattutto ci sono oltre trecento autobus fermi. Salteranno corse e probabilmente nelle città, dove c’è il servizio urbano, per fare fronte alla disorganizzazione ed alla assenza di mezzi, grazie a D’Annuntiis,  un autobus invece di passare ogni mezz’ora (cadenzamento) passerà ogni ora, cioè sarà ridotto il servizio per tutti i cittadini. Sono stati avvisati? L’esternalizzazione del servizio officine fatte da TUA non serve a nulla, visti i fermi, mentre è stato congelato un concorso e sono stati mandati a casa oltre cinquanta persone che avevano dimezzato il numero dei veicoli fermi. Secondo. Le sentenze vanno lette e possibilmente studiate. La delibera sui servizi minimi, che segue la legge regionale, che abbiamo fatto noi è perfettamente legittima, nessun annullamento come richiesto dalla controparte. Il Tar, tuttavia, nominando un CTU, vuole verificare corsa per corsa se le stesse presentano le caratteristiche di trasporto pubblico locale, ovvero il fallimento del mercato, oppure se il mercato esiste. Aspettiamo l’esito, intanto la Regione si prepari a contro dedurre , ma sicuramente con questa  sentenza non possono essere ricomprese come tpl le corse extraregionali commerciali, come L’Aquila-Roma, proprio perché il mercato esiste, come del resto ho sempre sostenuto. A nulla vale appellarsi al tema delle zone interne, perché se le zone interne sono servite dal mercato valgono le stesse regole. Poi se L’Aquila è zona interna perché non lo è anche Sulmona? Terzo. Sub concessioni. Si possono fare, ma non puoi privatizzare servizi di trasporto pubblico locale in tutto l’Abruzzo per finanziare le corse da L’Aquila a Roma, che sono commerciali ed il Tar ha già dato chiaro indirizzo che non si può. E siamo sicuri che il bando non andrà più o meno deserto? Con quei prezzi messi a bando, molto bassi, quale sarà la garanzia della qualità del servizio? Quale sarà la qualità dei mezzi in termini di sicurezza? Quarto. Entro il 3 dicembre vanno esperite le gare dei servizi non affidati in house, non semplicemente avviate. Se non lo si fa ci saranno sanzioni nazionali (riduzione del fondo dei trasporti) ed infrazione europea, cioè multe, a cui si potrebbe aggiungere azione civile risarcitoria nei confronti di soggetti provati interessati a partecipare alle gare che vengono impedite con richieste milionarie di danni. Se fossi in Marsilio non ci dormirei la notte, altero che fare il turista in Abruzzo e il comiziante a Roma. In pochi mesi di Marsilio e D’Annuntiis hanno riportato il totale caos nei trasporti, L’obiettivo successivo sarà fare cadere l’affidamento in house. Se si continua così è solo una questione di tempo”.

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