Renzi: orgoglioso della nostra comunità, ripartiamo mettendo al centro le persone

Renzi: orgoglioso della nostra comunità, ripartiamo mettendo al centro le persone

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La nuova Direzione nazionale votata in Assemblea nazionale.

“L’esperienza di un popolo che si rimette in gioco è un popolo che non ha paura di ripartire e ricominciare, questi siamo noi, questo è il Pd e siamo orgogliosi dei risultati delle primarie”. Così Matteo Renzi, aprendo l’Assemblea nazionale del PD che lo ha proclamato segretario per esito delle primarie dello scorso 30 aprile. “Oggi si rimette in gioco un’esperienza di popolo che non ha paura di ripartire e di ricominciare mettendo al centro le persone”.

UNIONI CIVILI – “Qualche giornale parla di ‘flop della legge sulle unioni civili’ ma i diritti non si contano, si difendono, si affermano. Non importa che siano due persone o 1500, siamo orgogliosi di quella legge dopo averla approvata con la fiducia”.

PARTITO E CONGRESSO – “In 5 mesi nel PD ne sono successe di tutti i colori: abbiamo assistito a polemiche, litigi, scissioni, dando l’impressione di una comunità che sa solo litigare tradendo lo straordinario messaggio che il nostro popolo ci dà e ci ha ridato nelle primarie: non ha vinto Renzi nè Orlando né Emiliano, ma la comunità che crede che la politica è una cosa seria, un PD che non litiga, non si scinde, non è luogo dove tutti sparano contro il quartiere generale”.

“Staremo insieme fino al 2021, pensate un po’… Vorrei garantirvi che non ci vedremo tutti i giorni, ma molto più di quel che pensate e meno di quel che qualcuno spera. Fermiamoci un secondo, visto che è la prima volta. Diciamoci parole di verità: chi siamo noi oggi? O lo capiamo o perdiamo la ragione dello stare assieme. Dopo un viaggio così faticoso e tanta polemica vorrei partire dicendo grazie dal profondo del cuore ad Andrea Orlando e Michele Emiliano”.

“Chi dice – non sono pochi – che questo congresso non è stato vero, non conosce Orlando ed Emiliano e soprattutto è abituato alla falsità: falsificano le notizie sui social, i blog, le prove false, hanno una relazione complicata con la verità, parlano di post verità immaginando che la verità sia nei post del guru. La verità è che c’è stato un confronto evidente”.

“Il primo atteggiamento è prendere atto che ci sono punti importanti da assumere: la parola unità proposta da Andrea Orlando in modo profondo, è un valore in giorni in cui le divisioni sono all’ordine del giorno non solo nel PD. L’impegno straordinario per il Mezzogiorno che Michele Emiliano ha voluto mettere al centro è da coltivare perché forse non ci siamo riusciti”.

“Abbiamo un problema con i ragazzi, è vero, e per risolverlo vanno coinvolti. Sapete che il segretario può scegliere 20 nomi per la direzione, propongo che i 20 nomi siano ragazzi della generazione Millenials che hanno meno di 30 anni”.

TERRITORI – “Non esiste stare dalla parte dei grandi personaggi e dimenticarsi di quello che avviene da noi. La prima telefonata l’ho fatta a Dimitri Russo, sindaco di Castel Volturno, a cui vorrei arrivasse la vicinanza del Pd. Con Minniti andremo lì a lavorare per fare di quella zona del casertano uno dei punti di ripartenza e non solo a evitare i ghetti. Abbiamo bisogno di ripartire dallo straordinario legame tra territorio e comunità”.

IL PROGETTO BOB – “Dobbiamo dare di più e io nella prima esperienza non sono stato ad altezza, nei prossimi mesi voglio lavorare sul doppio binario: da un lato il territorio, gli amministratori ed i circoli che dobbiamo spalancare per difendere una comunità non di codici fiscali ma di persone. E al tempo stesso abbiamo un problema con il web che è diventato un incredibile luogo dove noi non siamo stati protagonisti. Il progetto Bob partirà con la nuova segreteria”.

GOVERNO E LEGGE ELETTORALE – “Da cinque mesi diciamo con forza che nessuno del PD ha messo o metterà in discussione il sostegno al governo guidato da Paolo Gentiloni a cui va la nostra amicizia, stima e riconoscenza per il lavoro che fa. Lo diremo per tutti i giorni fino alla fine della legislatura. Ci siamo assunti la responsabilità di portare avanti il governo mentre gli altri si sono tirati indietro.

“La durata della legislatura non dipende da noi ma dal governo stesso e dal lavoro Parlamentare”.

“Lavoriamo con il governo con determinazione, caparbietà, onestà intellettuale e la voglia di dare una mano. Sono contento del lavoro che fa il governo, quando mette i soldi sulle periferie, contro la povertà: non sta facendo opere di discontinuità rispetto a chi c’era prima ma conclude un lavoro che avevamo lasciato a metà. Siamo felici quando si vedono i posti di lavoro in più, rivendichiamo i risultati che il governo sta portando avanti”.
“Chi ha la maggioranza in prima commissione al Senato, gli stessi che hanno fatto la grande coalizione contro la riforma istituzionale, ha la responsabilità di fare una proposta e il Pd ci sta con chicchessia purché la legge elettorale sia decente, purché al centro ci sia la capacità di scelta del cittadino”.

“La legge elettorale è un capitolo fondamentale per la tenuta democratica del Paese ma sul quale il Pd non farà il capro espiatorio: non ci facciamo prendere in giro dagli altri partiti. Non saremo il signor Malaussène di Pennac”.

LAVORO, CASA, MAMME – “”Scegliamo tre parole per caratterizzare il PD: la prima parola è lavoro. Abbiamo bisogno di cambiare metodo. Ho detto che la crisi della politica è la crisi del linguaggio della politica, il dramma di parole vuote che nessuno capisce. Immagino il 2017 come un anno di servizio civile al Paese, lasciando da parte le discussioni, magari chiudendolo con una conferenza programmatica, ma scegliendo tre parole semplici e chiare su cui caratterizzare il PD. Non il deficit-Pil, il modello francese, il ballottaggio. Ma la parola lavoro, che non va utilizzata in maniera banale. La distinzione tra noi e i cinque stelle sul reddito di cittadinanza è enorme. Lavoro è coinvolgimento, la materia dell’operaismo, dei sindacati. Quelli che dicono ‘stanno arrivando i robot, via tutti’, stanno mandando un messaggio devastante alle nuove generazioni. Il lavoro di cittadinanza e non il reddito di cittadinanza. Per farlo bisogna smontare tutti gli ostacoli al lavoro, a cominciare dalla burocrazia. Dire poi che bisogna puntare alle infrastrutture e agli investimenti. Abbassare le tasse, facendole pagare a chi non le ha pagate”.

“Dopo il lavoro, “la seconda parola è ‘casa’: il luogo in cui viviamo ma che vuole dire anche comunità, ambiente e sicurezza”. E la terza parola è ‘mamme’: ” E’ la questione politica del nostro tempo, e che nel 2017 la maternità possa essere considerata un ostacolo è assurdo. Abbiamo portato le mamme a occuparsi di politica. Ora la politica si occupi di loro”.

TASSE – “C’è un problema fiscale, dire che dobbiamo abbassare le tasse non è scimmiottare la destra ma farle pagare a chi non le ha pagate, come abbiamo fatto. Da qui al 2021 non ci sarà solo la precompilata, dovrà esserci l’app, lo strumento con il quale non vai più a dichiarazione ma a contatto diretto con il fisco. Con la digitalizzazione combattiamo l’evasione”.

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