Festival Incontri, il PD dell’Aquila: “Biondi si dimetta, lo scandalo è nazionale”

Festival Incontri, il PD dell’Aquila: “Biondi si dimetta, lo scandalo è nazionale”

“Sono due anni che Pierluigi Biondi è il direttore artistico indiscusso del Festival degli Scontri nella città dell’Aquila. Non importa chi sia oggi l’indesiderato di turno del sindaco, la lista sarebbe lunga e del tutto arbitraria, importa invece sapere perché succeda sempre che chi è sgradito al primo cittadino sia de facto interdetto alla città che amministra. L’abbiamo visto con il Festival della Partecipazione, con quello della Montagna e adesso anche con quello degli Incontri” : E’ il commento del capogruppo del Pd in Consiglio comunale all’Aquila Stefano Palumbo e del segretario cittadino Stefano Albano sulla vicenda che ha visto il sindaco del capoluogo abruzzese Biondi proporre l’esclusione di alcuni ospiti (tra cui Roberto Saviano e Zerocalcare) dal Festival degli Incontri, che rientra nelle manifestazioni di celebrazione del decennale del terremoto. Palumbo e Albano proseguono: “A poco serve oggi parlare di cultura con chi possiede solo quella dell’epurazione. Il sindaco Biondi pretende una sua supervisione su un festival culturale finanziato con soldi pubblici dal Ministero dei Beni Culturali all’interno delle celebrazioni del decennale. Inutile ricordargli che il Comune, come anche il Ministero, diano un indirizzo generico, di contorno, all’evento, senza mai avventurarsi nello specifico delle scelte artistiche. Inutile ricordargli persino che non possiede le competenze per ingerire in maniera così diretta e che la direzione del Festival degli Incontri è stata selezionata tramite apposito e regolare bando ad evidenza pubblica su comprovate capacità ed esperienze; quelle stesse troppo spesso assenti nei bandi confezionati dal Comune. Questa ennesima presa di posizione di Biondi, dopo la partecipazione alla manifestazione di Roma contro il Governo conferma come la sua vera ed unica preoccupazione sia solo quella di continuare ad essere nelle grazie della Meloni, unica vera oppositrice per motivi squisitamente personali sui nomi scelti per il Festival Internazionale degli Incontri, nell’aspettativa, mai negata, di una candidatura al parlamento. Il ruolo di sindaco, che Biondi avrebbe voluto abbandonare già dopo un anno per candidarsi alla Regione, è vissuto con il rancore di chi vorrebbe essere altrove, di chi, incatenato ad una poltrona giudicata di secondo livello, genera conflitti per ribadire un’autorevolezza che mai ha conquistato e mai conquisterà, men che meno nel nome di quell’aquilanitas sulla quale lui per primo non investe”.

I fondi Mibact e quelli ReStart, ben 4 milioni di euro dei quali 700mila euro destinati al Festival Internazionale degli Incontri, e di cui il Comune dell’Aquila è solo soggetto attuatore, “sono stati concepiti per promuovere la città dell’Aquila in Italia e nel mondo nell’anno del decennale dal sisma e non per fare, come il sindaco ha dimostrato di interdere, iniziative provinciali con le quali elargire prebende ai simpatizzanti della propria area politica. Una vergogna, conclamata adesso anche a livello nazionale, a cui l’unico rimedio da porre è la nostra richiesta di dimissioni immediate. La città del Perdono celestiniano, semmai Biondi ci abbia mai creduto davvero, non può più subire la presenza di una figura così divisiva e urticante”.

La vicenda è stata commentata anche dalla deputata Stefania Pezzopane: “Il veto del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, alla partecipazione di Saviano e Zerocalcare al Festival degli Incontri va respinto nel metodo e nel merito. Nel metodo, perché Biondi non ha alcun titolo per sindacare una scelta che spetta in piena autonomia alla direttrice artistica della manifestazione, Silvia Barbagallo. Ma anche nel merito”, precisa la deputata “poiché il programma dell’evento ha avuto il via libera dei cinque saggi nominati d’intesa tra il ministero della Cultura e lo stesso comune. La censura di Biondi, che lunedì con scarso senso delle istituzioni manifestava davanti a Montecitorio con Meloni e Salvini contro la sovranità del Parlamento nel giorno della fiducia al nuovo governo Conte, va respinta con nettezza e insieme ad essa la retorica del ‘no’ alla passerella con i nostri soldi. I fondi sono stati infatti stanziati interamente dal Mibac – conclude Pezzopane – Biondi, anziché assumere la postura del ‘gerarca minore’ del MinCulPop mettendo le mani sulla cultura, si prenda cura di una città che sembra abbandonata a se stessa, con gli studenti aquilani che vanno ancora a scuola nei Musp, i Moduli a uso scolastico provvisorio”. Commento, su Twitter, anche da parte del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: “La cultura deve essere libera da pressioni e interferenze politiche. Sul programma del Festival degli incontri all’Aquila non può e non deve esserci alcuna intromissione né da parte del Mibac né da parte del Comune”.

Piero Di Stefano, ex assessore alla Ricostruzione all’Aquila, ricorda che “nell’ormai lontano 2008, prima che le nostre vite cambiassero, fui proprio io che proposi all’attenzione del Consiglio Comunale la delibera per conferire a Roberto Saviano la cittadinanza onoraria che il Consiglio Comunale approvò all’unanimità, mi sembra di ricordare. Successe a L’Aquila come in tanti Comuni Italiani, perché l’autore di Gomorra, minacciato di morte dalla camorra, era costretto a lasciare l’Italia. Si creò in modo naturale una rete solidale attorno a Saviano, al di là delle appartenenza politiche o, peggio, partitiche; al di là delle convenienze. Era una battaglia di tutti contro la camorra, era la determinazione ferma a liberare il paese dal ceppo della criminalità organizzata. La cittadinanza onoraria la conferì anche Gianni Alemmano, all’epoca Sindaco di Roma e a L’Aquila la propose anche Roberto Santangelo quale consigliere di Circoscrizione e presidente del circolo territoriale di AN. Oggi Santangelo siede tra i banchi del consiglio comunale e regionale e mi aspetto un gesto di coerenza e di distanza dalla follia del primo cittadino che ci oggi tocca leggere sulla stampa nazionale. Saviano, che pure venne a L’Aquila nei drammatici giorni del sisma a portare la sua vicinanza, è oggi, suo malgrado, oggetto di scontro da parte di un sindaco che con la sua ottusa miopia sta isolando la città. E’ accaduto già col Festival della Partecipazione e con quello della Montagna e accade di nuovo oggi con l’assurda pretesa di mettere le mani su ogni cosa traspiri libertà culturale, quasi che Biondi la temesse, come teme ogni cosa, persino ogni associazione locale che dimostra autonomia e libero pensiero: basta ricordare le associazioni che vivevano dentro Murata Gigotti al servizio della comunità intera. Un ripetersi costante di un ostruzionismo mirato alla censura quando in gioco non c’è la personale politica convenienza. George Orwell ha scritto: ‘Per vedere quello che abbiamo davanti al naso, serve uno sforzo costante’. In realtà non servirebbe neppure sforzarsi tanto per capire che davanti a noi abbiamo il destino di una città che si sta risollevando dal sisma nella sua ricostruzione materiale e che questi eventi, finanziati dalla comunità italiana attraverso fondi statali, sono l’indispensabile benefico per la sua ricostruzione sociale”.

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