Elezioni:  il documento politico della segreteria provinciale PD Pescara

Elezioni: il documento politico della segreteria provinciale PD Pescara

Stasera, durante la riunione della segreteria regionale del Pd, il segretario provinciale Pescara Enisio Tocco consegnerà al segretario regionale Marco Rapino il documento politico redatto dall’intera segreteria provinciale dal titolo: “Verso le politiche 2018: una scelta consapevole e vincente per la provincia di Pescara”.

“Il Partito Democratico della Provincia di Pescara – Afferma Enisio Tocco, Segretario del PD della Provincia di Pescara – ha deciso di contribuire in maniera concreta ad una proposta politica in questa delicata fase, che raccoglie anche i suggerimenti dei Segretari di circolo della federazione. Sappiamo bene che la sfida che ci attende è ardua, ma non dobbiamo dimenticare quanto di buono è stato fatto dal governo di centrosinistra negli ultimi cinque anni. Risultati importanti, che raccontano di un Paese che ha preferito andare avanti e dare fiducia anziché affidarsi alla paura; numeri concreti che, troppo spesso purtroppo, la rapidità e la deviazione di dispersione dell’informazione, propria dell’era del web, fanno dimenticare (penso, fra gli altri, al +3,2 per cento di crescita annua dell’industria, alla cancellazione delle tasse sulla prima casa, alla riduzione del canone TV, all’aumento delle pensioni minime, al bonus giovani e quello bebè, e anche alle molte battaglie vinte in tema di diritti, come unioni civili, biotestamento, dopo di noi e non ultimo al REI ). E’ necessario dare fiducia al nostro Partito e in questa fase non possiamo sbagliare nella scelta di chi lo esprimerà. Per questo, come segreteria provinciale di Pescara abbiamo messo nero su bianco i principi che dovranno ispirare, a nostro avviso, la proposta politica per le future candidature, che dovranno tener conto di importanti elementi quali la rappresentatività, il radicamento, la parità di genere, la territorialità, il merito e la novità. In questa prospettiva, nel documento chiediamo che tra i criteri di selezione siano presi in debita considerazione le seguenti proposte:

– la rappresentanza di genere venga rispettata attraverso solide figure interne al nostro Partito;

– le candidature siano arricchite nei contenuti e nei profili attraverso il coinvolgimento della società civile con personalità importanti che condividano i valori del Partito Democratico attraverso l’adesione formale ad esso;

– venga data agli uscenti la possibilità di una candidatura doppia nei collegi uninominale e proporzionale;

– venga colta l’opportunità di rafforzare le nostre liste con esponenti politici di esperienza della nostra fertile comunità politica;

– i nostri maggiori riferimenti istituzionali siano coinvolti in prima linea in questo importante appuntamento per contribuire in maniera forte al risultato finale.

“Affinché sia garantita il criterio di rappresentatività territoriale della nostra Provincia, rivendichiamo, per entrambi i collegi di Camera e Senato, che almeno un candidato, in posizione eleggibile, risieda nella Provincia di Pescara e che la stessa rappresentanza sia ripartita in maniera equa nelle liste uninominali e proporzionali. Qualsiasi forma di imposizione dall’alto può essere accettata solo a condizione che il candidato sia abruzzese e abbia lavorato bene per la nostra Regione. Presupposto fondamentale per gli iscritti che vogliano candidarsi è la regolarità al tesseramento in corso e al contributo di adesione. Parallelamente al tesseramento, per coloro che rivestono ruoli istituzionali e che sono stati eletti nelle liste del nostro Partito, andrà verificata e, in caso di inadempienza, adeguata la loro regolarità contributiva alle tesorerie del nostro Partito. In virtù del senso di responsabilità e di appartenenza alla nostra comunità politica e umana che devono contraddistinguere i quadri dirigenti del Partito Democratico, è bene ribadire che l’adesione al PD ha come elemento fondante, nel proprio curriculum politico, la regolarità e la continuità al rinnovo del tesseramento, che non deve essere inteso nella sua limitata accezione di sterile prerequisito alla propria candidatura. Bisogna abbandonare la prassi, troppo abusata negli ultimi anni, di considerare il tesseramento esclusivamente in funzione delle proprie strategie politiche. Il 4 marzo si apre una sfida importante che necessita del contributo di ciascuno: è giusto che ad ogni candidatura prestata in nome del buon risultato del nostro Partito si dovrà riservare adeguata considerazione nei futuri appuntamenti elettorali; diversamente da chi, anteponendo l’obiettivo personale a quello generale, rinuncia in questa tornata alla propria candidatura che ovviamente non potrà rivendicare, con automatismo certo, nelle tornate successive”.

 

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