Direttori generali e Centrale unica, Paolucci sulle questioni della sanità abruzzese

Direttori generali e Centrale unica, Paolucci sulle questioni della sanità abruzzese

“Per la scelta dei direttori generali delle Asl sembra che sia andato in onda più un gioco che una scelta istituzionale impegnativa e responsabile”. E’ il commento del capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che prosegue: “Si cambiano le carte in tavola, si cambiano le condizioni contrattuali in corso d’opera e bando, si anticipano i nomi, si sostituiscono le sedi di destinazione: non solo un risiko di poltrone ma sopratutto un gioco ad altissimo rischio. Per altro il cambiare le condizioni contrattuali (il compenso + 40.000 euro l’anno) ad avviso chiuso e domande pervenute, mette a rischio di ricorso l’intera procedura. Perché questo andamento barcollante così border-line, così rischioso, chiacchierato e discutibile? La sanità abruzzese, in un passato che non ci deve più appartenere, ha già sanguinato economicamente e giudiziariamente. Mica rivediamo un vecchio film già visto? Noi siamo contro chi gioca con i diritti fondamentali delle persone”. Paolucci interviene anche sulla questione della centrale unica Asl, replicando al Movimento Cinque Stelle: “Sulla centrale unica della Asl i consiglieri regionali pentastellati tornano a vestire i panni di ispettori per fare propaganda spicciola ai danni della comunità. Stavolta vogliono far credere che il sottoscritto abbia perpetrato uno sperpero di oltre un milione di euro sui locali della centrale unica: attacco come al solito personale su cui mi riservo di intervenire e fatti inverosimili, smentiti dalle carte che loro fanno finta di non conoscere solo per colpire la persona e il partito. Nel merito la situazione è questa: la riorganizzazione delle centrali uniche non solo è prevista dal decreto Lorenzin, ma ampiamente confermata dalla ministra pentastellata Giulia Grillo e dal precedente governo 5 stelle-Lega. Si tratta di un provvedimento contemplato nel quadro normativo per dare risposte più appropriate e migliori all’utenza, che a seconda della patologia verrebbe così velocemente indirizzata nel luogo più consono e che può intervenire meglio. Peraltro la somma spalmata su vent’anni rappresenta dunque una locazione che sembra davvero contenuta di esercizio in esercizio (40mila per Asl) è stata definita dai vari tecnici, dirigenti e funzionari degli Enti competenti e giammai da un partito politico o da un assessore. E l’affermazione volta a far credere che sia stato io ad aver definito prezzi ed esborsi, sia pure indiretta, è ai limiti della querela. Ma questa voluta confusione, creata solo per gettare fumo negli occhi degli abruzzesi per ragioni che davvero ignoro, omette peraltro di dire che la Regione è al cento per cento proprietaria delle aziende sanitarie, così come dell’aeroporto e che, pertanto, ci sarebbe una contenuta locazione fra enti di totale proprietà della Regione. Dunque, chiedo: quale sarebbe lo spreco? Quanto ai ritardi dell’attuazione dei programmi della passata legislatura, occorrerebbe piuttosto chiedere lumi all’attuale governo regionale, anche perché l’inerzia potrebbe anche nutrire l’idea di cambiare programmazione, ed è un’intenzione che ci preme conoscere. In modo fermo rimando al mittente non solo queste accuse, ma anche il provocatorio e voluto meccanismo di ignorare elementari dati informativi, che contraddistingue tale modo di portare avanti l’iniziativa politica, in un momento in cui è la politica stessa a indicare altre strade per dare risposte ai cittadini”.

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