Contro l’apologia del Fascimo

Contro l’apologia del Fascimo

Approvata alla Camera la proposta di legge, primo firmatario Emanuele Fiano, che punisce la propaganda del regime fascista e nazifascista. Viene aggiunto ai delitti contro la personalità interna dello Stato.

 

CHE COSA PREVEDE:

Condotta punita: chi  propaganda immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

Delitto perseguibile d’ufficio: da un lato, la propaganda attiva e quella che si manifesta anche solo nei diversi passaggi della filiera produttiva (dalla produzione, alla distribuzione, alla diffusione, alla vendita) di immagini, oggettistica, gadgets di ogni tipo che comunque sono chiaramente riferiti all’ideologia fascista o nazifascista o ai relativi partiti, dall’altro (per mezzo del richiamo alla gestualità, oltre che alla ideologia) comportamenti quali il saluto romano (o nazifascista) fatto in pubblico e l’ostentazione pubblica di simboli che a tali partiti o ideologie si riferiscano;

Aggravante: la pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici.

Si ritiene essenziale, per la realizzazione della fattispecie l‘inequivocabilità («chiaramente riferiti») del nesso tra i beni e i partiti o le ideologie fascisti o nazionalsocialisti.

 

PERCHE’ INTRODURLO

Si è, nel tempo, dovuta riconoscere l’insufficienza degli strumenti predisposti dal legislatore per la repressione di tali comportamenti individuali di propaganda.

Non soltanto in altri Paesi d’Europa, ma anche nel nostro Paese, sono sempre più frequenti gli episodi e le manifestazioni richiamano apertamente concezioni apologetiche del fascismo e del nazifascismo. Non si tratta soltanto di fatti di valore simbolico, la cui gravità – peraltro – è indiscutibile. Spesso a queste manifestazioni ed episodi apologetici si accompagnano gesti, condotte e comportamenti violenti, intolleranti, razzisti: cioè tipici di una cultura e di una prassi che trae origine e spunto in periodi storici che hanno procurato in Europa e in Italia dittature e guerre, leggi razziali e discriminazioni, violenze e persecuzioni. Il rifiuto del fascismo e del nazifascismo sono ormai un patrimonio consolidato del Paese ed è per questo che non possono essere consentiti o tollerati comportamenti che intacchino questo patrimonio comune di civiltà democratica, di convivenza, di libertà, che del resto sta alla base della nostra Carta Costituzionale.

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