Il segretario del Pd: «Il futuro di 1.500 famiglie non va trattato come un capriccio. Sanità’ senza guida, prime crepe anche nel Pdl». Pescara, 11 marzo – «Ora basta: Chiodi e Venturoni escano dal loro silenzio, rispondano alle domande che rivolgiamo loro e la smettano di trattare la vertenza Villa Pini come un capriccio. Le crepe che si stanno aprendo nel Pdl, le dimissioni del sub-commissario Rossini e le rivelazioni del curatore fallimentare sulle mezze verità’ di questa giunta regionale dimostrano tutta l’arroganza di Chiodi e Venturoni». Lo afferma Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd abruzzese.
«Da mesi insistiamo sulla necessità’ di salvare i posti di lavoro» dice Paolucci, «e ora il centrodestra deve spiegare se è vero o no che si sono tenuti incontri per discutere del futuro della sanità’ abruzzese e del rapporto fra pubblico e privato alla presenza della sub-commissaria e consulente di cliniche private Baraldi, che con la sua smentita ha confermato tutti i nostri dubbi. Ci chiediamo se è possibile che chi svolge un ruolo di consulenza per i privati possa essere il principale decisore dell’assetto della rete ospedaliera anche privata. Il centrodestra» prosegue Paolucci «deve spiegare cosa vuol dire accantonare i fondi di Villa Pini e non rispondere al curatore fallimentare, quale dignità’ dà’ al Consiglio regionale dove ha preso impegni precisi sui centri San.Stef.Ar. e i dipendenti e perchà’© tutte le discussioni sulla sanità’ passano fuori dal Consiglio regionale, l’unico organo deputato a prendere decisioni in merito. La verità’ è che Chiodi e Venturoni stanno giocando sulla pelle dei lavoratori del gruppo Villa Pini».