Il segretario del Pd: «La guerra sulle cliniche private oscura la sanità’ pubblica». Pescara, 14 aprile – «Nel campo della Sanità’ , per anni, non vi è stata alcuna regola. La cronaca a volte ci aiuta. Il rapporto dei Nas dei carabinieri giustificava i tagli operati dal centrosinistra alle cliniche private e chiedeva di poter condurre indagini anche su tutte le cliniche. Anche quel rapporto, sia pure relativo ad altri aspetti, ci descrive una Regione che nei decenni e soprattutto negli anni della destra (2000-2005) ha vissuto nella totale assenza di regole. Dunque non si capisce affatto a quali regole faccia riferimento l’On. Toto». Lo afferma Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd abruzzese, intervenendo sulla gestione della sanità’ in Abruzzo.
«Il rapporto tra pubblico e privato in sanità’ è elusivamente di complementarità’ delle strutture private verso il pubblico. Sono 16 mesi che aspettiamo almeno una proposta dal Pdl sulla sanità’ . Ma finora ci sono state solo chiacchiere, mentre gli unici tentativi di regolamentare il sistema sono targati centrosinistra e furono definite dai privati regole “vessatorieâ€. Quello che preoccupa di pià’¹» dice il segretario del Pd «è che la guerra intestina al Pdl ha oscurato totalmente la sanità’ pubblica, mettendola sotto scacco: i cittadini aspettano di sapere come verrà’ riformata la rete ospedaliera, quali servizi avranno sul territorio, come sarà’ gestito il ricorso alle urgenze. E mentre il Pdl litiga sulle cliniche private, le liste d’attesa si allungano e nei reparti i carichi di lavoro diventano insostenibili. à’ˆ ora che la Regione scopra le sue carte e che Chiodi esca dal suo silenzio assordante».
Il PD deve entrare nel merito delle questioni, non può solo criticare e lanciare allarmismi, perchè la difesa della salute richiede in questa regione una progettazione realizzabile in tempi brevi e medi, visto che siamo a rischio di fallimento a causa dei costi eccessivi per l’organizzazione dei servizi sanitari.
Il consigliere Claudio Rufini aveva avviato un gruppo di lavoro regionale sulla sanità che non si sta riunendo più: perchè? Cosa ha significato l’attacco alla dott.ssa Baraldi, che mi sembra l’unica possibilità di cominciare ad uscire dal tunnel? Cosa propone in alternativa il PD? mi piacerebbe avere delle risposte.
cara Rossela ti invio alcune mie considerazioni sulla sanità cosa ne pensi? spero di averti fornito qualche risposta che aspettavi saluti silvio basile
La sanità e il sociale possono rappresentare fattori trainanti per lo sviluppo economico dell’Abruzzo. Le motivazioni , alla base di questa affermazione , sono da ricercare nel fatto che si tratta di settori dove è possibile creare più occupazione.
I campi nei quali a più alto valore aggiunto in termini occupazionale sono rappresentati dai servizi dalla ricerca e dalla innovazione tecnologica .
Sanità e sociale sono attività che rientrano a pieno titolo in questi settori.
A questo bisogna aggiungere che la regione Abruzzo in questi campi dispone di una grande ricchezza.
Si tratta delle numerose professionalità che hanno dato origine a centri di eccellenza in grado di attrarre domanda anche da zone limitrofe e, in futuro, anche da paesi al di là dell’Adriatico .
La sanità va inquadrata come risorsa del sistema economico regionale,in quanto generatore di impulsi coordinabili alla domanda e alla offerta per contribuire allo sviluppo economico della regione.
Inoltre,in accordo con quanto previsto dal memorandum per un protocollo d’intesa “quadro strategico per la salute,sviluppo e sicurezza nel mezzogiorno†dare ai cittadini un sistema sanitario migliore rafforza la percezione dell’equità e la fiducia nelle istituzioni, aumentando di fatto quelle componenti del capitale sociale riconducibili a sicurezza e legalità .
Investire in sanità fa crescere l’economia lo affermavano uno studio della organizzazione mondiale della sanità , sui temi economia e salute e il rapporto di confindustria “il contributo della filiera della salute al prodotto interno lordoâ€.
Questi studia concludevano che la filiera della salute contribuisce al PIL per circa il 11.1% ,un incremento della domanda di beni e servizi nella filiera della salute genera un aumento del pil, un valore aggiunto e una crescita dell’occupazione superiore agli altri settori produttivi.
Migliorare la salute pubblica costituisce uno strumento fondamentale per la crescita economica,le relazioni tra miglioramento della salute e crescita economica sono lineari.
Per realizzare questi obiettivi il servizio sanitario della Regione Abruzzo va cambiato profondamente affinché si trasformi da fabbrica di debiti che assorbe i bilanci della regione e genera un aumento della imposizione fiscale a leva dello sviluppo economico .
Piano sanitario regionale e piano di rientro non sono sufficienti per produrre quella necessaria salutare inversione di rotta,entrambi i documenti vanno rielaborati e adeguati a questi nuovi ambiziosi obiettivi.
Ottimizzare l’uso delle risorse attraverso la appropriatezza
La rete ospedaliera va riorganizzata e deve tendere in analogia a quanto previsto per i servizi sanitari più avanzati ad un numero di posti letto pari a 3 per mille abitanti.
È indispensabile un rafforzamento delle cure primarie e della medicina territoriale si deve migliorare la residenzialità in quanto settore in grado di attrarre domanda anche dalle regioni limitrofe.
Non abbiamo bisogno di costruire nuovi ospedali ma di migliorare i servizi ai cittadini a la accessibilità ai servizi stessi.
Un riequilibrio dei servizi tra la costa e le aree disagiate delle zone interne è prioritario .
I rapporti con le strutture private devono essere ridefinite .
No ai doppioni con la sanità privata ma integrazione tra pubblico e privato.
In questa ottica è fondamentale assegnare alle Università un ruolo centrale con la creazione dei policlinici ognuno con una mission distinta , tutte cuore pulsante delle ricerca e della formazione,i professionisti e gli altri operatori vanno valorizzati ed adeguatamente incentivati .
Costruire con università , polo farmaceutico e le aziende sanitarie, una squadra per la ricerca e l’innovazione tecnologica che abbia ricadute in altri campi e generi sviluppo e occupazione.
Infine la medicina territoriale.
La condizione indispensabile per raggiungere simili obiettivi è rappresentata dal potenziamento della medicina territoriale , delle cure primarie e della medicina di base.
In Abruzzo un percorso era iniziato ,è stato bruscamente interrotto dalla visione ospedalocentrica della sanità di cui è portatore l’assessore Venturoni.
Si vuole perseguire l’obiettivo di costringere i medici a chiudere tutte le esperienze positive di presidi territoriali presenti sul territorio e aperti per 12 ore al giorno e alcune anche per 24 ore e sette giorni su sette rappresentate dai Nuclei di cure primarie in gruppo. Questo modello è considerato nelle sue varie forme come l’obiettivo futuro delle cure primarie in Italia. Si tenta di vanificare quanto in questi anni fatto sul versante dell’assistenza H 24 sulla quale lo stesso Ministro della Salute intende costruire un modello d’eccellenza a livello nazionale.
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Il percorso iniziato deve ritrovare impulso: le associazioni complesse della cure primarie vanno incentivate come prevede il ministro della salute e come prevede il nuovo accordo nazionale dei medici di famiglia deve essere data la possibilità ai medici che ne fanno richiesta di dar vita a forme associative della medicina di base o aderire a quelle già in essere.
I modelli assistenziali di eccellenza vanno esportati,
Caro Silvio, sono d’accordo: la domanda di salute viene dal territorio, dalle case delle persone, dai luoghi di vita e di lavoro; non sempre la domanda corrisponde al bisogno di salute ma è la medicina del territorio, con i suoi attori, che può accogliere la domanda di salute e leggerla come bisogno e/o necessità più o meno prioritaria e trasformarla in richiesta di prestazione appropriata. Purtroppo nella sanità della Regione Abruzzo questo elementare processo non è ancora compreso, perchè in abruzzo, diciamolo con franchezza, non è stata applicata appieno nemmeno la 833, figuriamoci la 502 e la 229.
bene teniamoci in contato per un proficuo scambio di vedute e di progetti sono medico ad Alanno in provincia di Pescara la mia mail sibasi@tin.it saluti