SANITA’, PAOLUCCI (PD): «CHIODI, GLI ALIBI NON REGGONO: ABRUZZO DESERTIFICATO»

Il segretario Pd: «Oggi l’approvazione di una riforma ragionieristica, ma i cittadini hanno bisogno di risposte». Pescara, 21 luglio – «Chiodi sa bene che il debito-boom della sanità’  è nato quando governava il centrodestra fra il 2000 ed il 2005». Lo afferma Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd abruzzese, rispondendo alle accuse che Chiodi ha lanciato contro il centrosinistra sul debito sanitario.
«Le cifre sono crude e Chiodi dovrebbe conoscerle» sottolinea Paolucci: «In quegli anni il debito è passato da 300 milioni a 1700 milioni di euro. Erano anni di regole calpestate e regalie ad alcune cliniche private».
«Chiodi continua solo a lamentarsi per nascondere un immobilismo assoluto» sottolinea Paolucci, «su sanità’ , economia, lavoro. Chiodi legga i dati Svimez, pensi ai soldi dei Fas ed ai fondi europei ancora bloccati, guardi in faccia i terremotati ai quali solo ieri ha ammesso che sono finiti soldi dell’emergenza. Ed oggi viene approvato a Roma un piano di riordino esclusivamente contabile, senza l’ombra di una riforma strutturale e migliorativa, che toglie molti servizi pubblici mentre al privato toglie pià’¹ il terremoto che la Regione: questa non è una riforma. Non viene presentata una nuova mappa sanitaria nà’© aperto alcun confronto con decine di comuni, con gli operatori, con le parti sociali che sono in sollevazione. La vittima finale  di questo atto contabile è il cittadino-utente, supertassato per un servizio ormai in via di estinzione. Dopo due anni di centrodestra l’Abruzzo è desertificato».
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