SANITA’, IL PD LANCIA L’ALLARME: «CONTRO PESCARA LE SCELTE PIU’ DRASTICHE»

  SANITA’, IL PD LANCIA L’ALLARME: «CONTRO PESCARA LE SCELTE PIU’ DRASTICHE 

 Castricone: «L’ospedale di Pescara sta annegando, Penne e Popoli pià’¹ che dimezzati, servizi sempre pià’¹ scadenti: i cittadini rischiano di doversi curare fuori provincia». Polemici anche i sindaci di Penne e Popoli, la consigliera Sclocco e i consiglieri comunali di Pescara 

 â€“ «Il centrodestra sta concentrando contro la provincia di Pescara le scelte pià’¹ drastiche del piano di riordino della sanità’ . L’ospedale di Pescara sta annegando e perde continuamente pezzi, quelli di Penne e Popoli escono pià’¹ che dimezzati dal progetto di Chiodi, e intanto i cittadini sono costretti a file sempre pià’¹ lunghe». La denuncia arriva da Antonio Castricone, segretario provinciale del Partito Democratico, che questa mattina ha denunciato lo stato di emergenza che vive la sanità’  in provincia di Pescara assieme ai sindaci di Penne e Popoli, Donato Di Marcoberardino e Emidio Castricone, alla consigliera regionale Marinella Sclocco, al responsabile sanità’  del gruppo Pd al Comune di Pescara Giuliano Diodati. 

«Chiodi e la sua giunta stanno praticando scelte drastiche e penalizzanti che risulteranno devastanti per la scarsa presenza di servizi sanitari nella provincia di Pescara, e per una spesa sanitaria che sicuramente non si ridurrà’  togliendo reparti e massacrando letteralmente l’organizzazione della sanità’ : basterebbe vedere» ha affermato il segretario del Pd «i tempi di attesa per operazioni di chirurgia ortopedica a Pescara o qualsiasi esame clinico, o le condizioni in cui deve operare il personale in tanti reparti, o la ancor pià’¹ grave volontà’  di trasferire reparti strategici e di eccellenza, ad esempio nel settore materno infantile, dall’ospedale di Pescara a quello di Chieti. Tutto questo sta avvenendo senza alcun rispetto di quanto previsto nel piano sanitario in vigore o in qualsiasi documento ufficiali di programmazione». 

Sui piccoli ospedali poi la scure del centrodestra è particolarmente violenta. «E’ la prima volta che un piano viene discusso senza il minimo coinvolgimento dei sindaci, che sono i responsabili della salute dei cittadini» ha sottolineato Di Marcoberardino, «noi non condividiamo assolutamente questo piano». Dello stesso avviso il primo cittadino di Popoli, che ha denunciato che «la riduzione dei posti letto da circa 120 a 40 vuol dire umiliare i cittadini, anche perchà’© le promesse di trasferire là’¬ servizi di riabilitazione sono smentite dall’impossibilità’  di assumere nuovo personale». 

Secondo la consigliera Sclocco ad aggravare un quadro già’  pesante c’è anche il metodo scelto dal centrodestra: «Nessun documento è stato consegnato nà’© a noi, nà’© ai sindaci, nà’© a chi vivrà’  questa riforma in prima persona. Questa riforma viene imposta e non viene data ai cittadini la possibilità’  di reagire». 

«Questo governo regionale» ha concluso il segretario del Pd «non ha occhi che per la sanità’  privata, alla quale non taglia neanche un posto letto e al quale ha aumentato il budget di 6 milioni nel 2009 e tendenzialmente di 7 milioni nel 2010. E ora con questa situazione, temiamo che oltre al danno arrivi la beffa: nonostante paghiamo addizionali Irap e Irpef, nonostante il ticket di quattro euro, i cittadini della provincia di Pescara rischiano di dover andare fuori provincia per curarsi. Il Pd si mobiliterà’  affinchà’© questo non avvenga». 

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