SANITA’, IL PD ABRUZZESE: «NON C’E’ SPAZIO PER LE ZONE D’OMBRA, GOVERNO E REGIONE CHIARISCANO SUBITO»
Il ruolo della subcommissaria Baraldi, consulente Aiop, e il budget di Villa Pini già stornato: interrogazione in parlamento. Pescara, 8 marzo – «I rapporti professionali della dottoressa Baraldi, emersi e da noi denunciati nelle sedi del Parlamento e della Regione, dimostrano la scarsa trasparenza nella gestione amministrativa da parte della compagine di centro destra. Questa vicenda, così come quella riguardante Villa Pini, non è altro che l’ennesima riprova della incapacità della giunta Chiodi di garantire ai cittadini abruzzesi il giusto rispetto per i tanti sacrifici che essi sono stati chiamati a fare per ripianare i debiti accumulatisi in questo settore». È netta la posizione del segretario del Partito democratico, Silvio Paolucci, in merito alle rivelazioni di stampa sul ruolo di Giovanna Baraldi, subcommissaria regionale alla sanità. Il Pd abruzzese ha infatti deciso di portare il caso in Parlamento, attraverso un’interrogazione firmata dal senatore Giovanni Legnini e in Regione dall’attività del consigliere Claudio Ruffini.
«La subcommissaria Giovanna Baraldi, incaricata tra l’altro della funzione di riorganizzazione della rete ospedaliera e della definizione degli accreditamenti
istituzionali delle cliniche private» sottolinea Legnini, «risulta essere titolare di uno studio di consulenza e altri incarichi con prestazioni professionali a favore di numerose strutture sanitarie private e dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata. È compatibile o meno» si chiede il senatore del Pd «la funzione di subcommissaria con quella di consulente di cliniche private? Che cosa accadrebbe se una di queste cliniche manifestasse interesse a gestire servizi sanitari in Abruzzo, tanto più che nel prossimo futuro dovrà essere deciso chi gestirà i servizi in precedenza assegnati al gruppo Villa Pini e San. Stefar?»
«Il Presidente della Regione e commissario ad acta Chiodi» sottolinea Paolucci, «conosceva le attività che svolge la dottoressa Baraldi? Pensa che le stesse siano compatibili con la necessità di assicurare trasparenza e rigore nella gestione dei rapporti con le cliniche private? Come pensa Chiodi, nella sua duplice qualità, di poter dare risposte ai lavoratori di Villa Pini, visto che ha stornato con finalità non note le risorse in precedenza previste per il gruppo Villa Pini?».
Ma le zone d’ombra non finiscono qui. Come spiega Claudio Ruffini responsabile dei temi della sanità per conto del gruppo Pd in Consiglio regionale “Gianni Chiodi, nella sua funzione di commissario ad acta, il 18 febbraio scorso ha adottato una deliberazione con la quale ha fissato il tetto di spesa per le case di cura private in circa 76 milioni di euro, oltre al budget per gli extraresidenti (tale tetto di spesa esclude le prestazioni riabilitative e psico-riabilitative e si riferisce solo alle prestazioni sanitarie in senso stretto). La precedente proposta di tetto di spesa era di circa 96 milioni di euro. Confrontando i due prospetti si evidenzia che sono stati eliminati i budget delle case di cura Villa Pini e Santa Maria, appartenenti al gruppo Villa Pini, per circa 20 milioni. «Qual è la destinazione che la Regione intende dare a tali risorse» chiede ancora Ruffini «e quindi come e da chi saranno gestititi i servizi sanitari in precedenza gestiti dal gruppo Villa Pini? Come fanno il Presidente della Regione e l’Assessore alla Sanità a continuare a promettere una soluzione per i lavoratori di Villa Pini se hanno già stornato dal budget sanitario le somme in precedenza attribuite a Villa Pini?» «Sono tutte domande alle quali è necessario che la Regione risponda con chiarezza e rapidità» spiega il consigliere regionale Claudio Ruffini, «quanto sta avvenendo copre con un velo opaco tutta la condotta della Regione in materia sanitaria, e occorre sgombrare il campo da ogni equivoco. Non si possono chiedere sacrifici abnormi agli abruzzesi e poi lasciar passare il sospetto che siamo di fronte ad un grande conflitto d’interessi e di fronte a decisioni prese sulle spalle dei lavoratori. Il governo Berlusconi e la giunta Chiodi devono dare subito le risposte
a queste domande».
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