SANITA’, IL PD: «MILLE POSTI LETTO IN MENO SOLO AL PUBBLICO, VENTURONI HA PAURA DEL CONFRONTO»

SANITA’, IL PD:  «MILLE POSTI LETTO IN MENO SOLO AL PUBBLICO, VENTURONI HA PAURA DEL CONFRONTO»

Ruffini: «Il piano di riordino non puà’² piombare sull’Abruzzo senza la partecipazione degli abruzzesi». Pronta una risoluzione in Consiglio.

Paolucci: «Metodo senza precedenti, i tagli coinvolgano anche il privato e non solo il pubblico. D’Alessandro: «La giunta chiarisca sulle risorse dell’assicurazione del San Salvatore»

 

L’Aquila, 31 maggio – «Il futuro della sanità’  abruzzese non puà’² essere deciso senza il minimo coinvolgimento di sindaci, consiglieri regionali, organizzazioni sindacali, medici, infermieri. La presentazione del Piano operativo solo a Roma è un vero colpo di mano di cui neppure i consiglieri di centrodestra sanno nulla». Lo afferma Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd abruzzese, nella conferenza stampa con cui il Pd ha denunciato il «blitz senza precedenti» di cui l’assessore alla sanità’  Venturoni si è reso protagonista presentando al governo nazionale un piano neppure discusso in Abruzzo.

«Hanno sottoscritto accordi senza alcuna discussione e concertazione nel territorio e tenendo all’oscuro il Consiglio Regionale» dice Paolucci, «le voci di corridoio parlano di tagli per mille posti letto, del totale blocco del turn-over e della profonda riconversione di 7 presidi in 24 mesi. Scelte profonde che gli abruzzesi hanno il diritto di conoscere e non di vedere calati sulle proprie teste come se avessero il solo dovere di obbedire a scelte romane». Paolucci si chiede poi «come vengono ripartiti tra pubblico e privato questi tagli: è il momento di parlare chiaro e di scoprire le carte: si dica come si immagina il futuro della Sanità’  abruzzese a partire dal rapporto pubblico – privato, se basato sull’esclusivo principio di complementarità’  oppure no».

 

«Noi siamo pronti a fare la nostra parte» sottolinea il consigliere regionale Claudio Ruffini, «ma l’assessore deve scoprire le carte ed è per questo che abbiamo presentato una risoluzione in Consiglio regionale. Gli operatori e gli utenti della sanità’  hanno il diritto di sapere quali sono i presidi da chiudere, quale sarà’  la rete dei servizi territoriali, quali gli investimenti sulla rete di emergenza-urgenza. Noi diciamo che vanno rafforzati gli investimenti sui territori e sui servizi domiciliari, perchà’© non è pensabile un piano che preveda solo tagli: questo gli abruzzesi non lo meritano. Ma è giunto il momento» sottolinea Ruffini «che l’assessore porti il piano in Consiglio regionale, lo discuta con la società’  abruzzese senza vie di fuga. Noi siamo pronti a fare il nostro compito, ma non su documenti fantasma e neppure su decisioni calate dall’alto come in un blitz».

 

Nessun piano operativo potrà’  essere discusso, sottolinea poi il capogruppo Pd in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro, «se non verrà’  sgombrato il campo da ogni equivoco circa l’utilizzo delle risorse derivanti dall’assicurazione dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Il presidente Chiodi e l’assessore Venturoni hanno dato risposte molto fumose: vengano in Consiglio e spieghino» sottolinea D’Alessandro «come questa vicenda è stata gestita e dove sono effettivamente queste risorse».

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