REGIONE. PAOLUCCI (PD): «ALTRO CHE MERITOCRAZIA, ECCO IL SISTEMA-CHIODI»

 

Il segretario del Pd: «Incarichi a parenti e amici, in barba alla meritocrazia». Pronta interrogazione in aula.

 â€“ «In campagna elettorale Chiodi annunciava l’esportazione del suo modello teramano:

 ora starebbe emergendo la vera natura di quel modello, un vero e proprio sistema-Chiodi basato su rapporti amicali, parentali e personali che svuota la Regione di ogni funzione». Lo denuncia il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, che ha chiesto ai consiglieri regionali democratici di presentare una interrogazione in aula.  leggi resto articolo

«Dal quadro complessivo che deriva dall’inchiesta in corso e che coinvolge l’assessore Daniela Stati – sottolinea Paolucci – al di là’  delle responsabilità’  penali tutte da accertare, da un punto di vista politico si manifesta l’esistenza di una sorta di regia decisionale del tutto esterna alla Regione. Un vero e proprio sistema Chiodi, che rende i componenti la giunta solo delle comparse». Il segretario del Pd si riferisce «al ruolo del socio di studio di Chiodi, Carmine Tancredi, cugino del senatore Paolo e figlio dell’ex parlamentare Antonio, che infatti afferma che “la politica non c’è”. Ma non solo: sembrerebbe che il primo gennaio 2009, all’indomani della elezione di Chiodi, sua cugina, la dottoressa Ilaria Valentini, è stata incaricata proprio da Abruzzo Enginnering, con un apposito contratto, per la rendicontazione dei fondi Por Fesr. Non è in discussione la sua professionalità’ , ma l’opportunità’  di nominare la cugina del presidente. La stessa Valentini è stata nominata revisore dei conti alla Provincia di Teramo solo pochi giorni fa».

Paolucci si chiede «che fine ha fatto la rivoluzione meritocratica annunciata da Chiodi» rispetto «a questo sistema composto da parenti, amici e soci di studio. A questo punto» conclude il segretario del Pd «è giusto sapere dove si prendano davvero le decisioni per l’Abruzzo. Il presidente Chiodi ha il dovere di rispondere in aula a questi interrogativi e non nascondersi un’altra volta, come ha già’  fatto, forte dei poteri assoluti che detiene, svuotando il Consiglio regionale di qualunque funzione come nel caso della sanità’  e della ricostruzione».

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