Paolucci sulla situazione di Pescara: “La Pescara di Albore Mascia, sindaco per caso”

 

Il Segretario Regionale del Partito Democratico, Silvio Paolucci  commenta  la situazione  politica al Comune di Pescara:

 

 “Albore Mascia, a pochi mesi dalla sua elezione, è l’ombra di se stesso debilitato dalle lotte interne alla sua coalizione e dall’incapacità di dare risposte ad una città dinamica, ambiziosa, esigente”.

Mi chiedo: a parte la sostituzione delle mattonelle dalla scritta “Pescara Città Vicina”, quale tipo di impegni verificabili e misurabili si prende il Sindaco con la Città?

Mesi di malgoverno cittadino, dominati da 17 crisi politiche della maggioranza, più impegnata a confrontarsi su poltrone e visibilità individuali e meno propensa e capace ad esercitare il protagonismo del ruolo che la governance di un sistema di relazioni che ruota attorno alla municipalità pretende.

Perché è la città la vera patria degli italiani. Perché il comune è la vera invenzione politica del nostro paese dopo l’antichità. E’ la dimensione civile che richiama una partecipazione cercata, voluta, raggiunta dagli italiani. Perché all’interno dei comuni anche la disposizione architettonica dei poteri temporali e spirituali testimoniano che in questa dimensione gli italiani si sentono cittadini e non sudditi. Ecco perché a livello locale l’agenda politica è più seria, vicina, sentita e richiama alla quotidianità della vita di tutti i giorni ed allo stesso tempo al progetto che si ha per la tua città, progetto di cui ogni cittadino vuole essere partecipe, anzi, a suo modo, liberamente interprete. Ecco perché a livello municipale si spostano consensi e opinioni, si misurano fenomeni politici nuovi, si fa strada il merito degli individui che si occupano dell’amministrazione, si sperimentano soluzioni innovative sognando ogni giorno la città del domani. Politica viene da “polis” e dentro la polis crescono cittadinanza e senso civico, identità e modi urbani. E su questa interpretazione autentica dell’intimo rapporto tra italiani e municipi e dunque tra pescaresi e Pescara che è nata la bella esperienza dell’amministrazione D’Alfonso. Ed è, al contrario, sulla casualità che nasce il governo di Albore Mascia, prodotto più delle vicende giudiziarie. Non già su un progetto emotivamente ragionato, che vive nella città prima ancora che nella testa degli uomini che dovrebbero guidarla. Convinto di questa chiave di lettura, ritengo che non vi sia spazio perché Albore Mascia, sindaco per caso, riallacci i nodi di un rapporto mai nato. Sulla capacità del PD di tornare ad essere interlocutori meritevoli per Pescara, noi democratici, ci giochiamo una delle sfide più importanti.

Silvio Paolucci

da il Messaggero del 28 febbraio 2010

 ”Il tentativo di sfigurare il ponte del Mare, la cancellazione della rampa di collegamento dell’asse attrezzato alla strada Pendolo, la clamorosa mancanza di una presa di posizione forte e seria sul futuro dell’aeroporto, fino a ieri snodo importante per lo sviluppo della città, oggi messo a rischio dal mancato finanziamento da parte della Regione di centrodestra che si potrebbe tradurre nella perdita di 500 posti di lavoro, l’imbarazzante copiatura del regolamento del mercato ittico, il raddoppio immotivato delle tariffe del parcheggio nelle aree di risulta, e una poco cristiana politica dell’immigrazione che si traduce nello smantellamento delle panchine in una piazza centralissima nata invece per accogliere ed avvolgere.”

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