NUCLEARE, IL PD RILANCIA: «IL “NO” DI CHIODI NON BASTA, SI AVVII PIANO PER ENERGIE RINNOVABILI»

 Il segretario Paolucci e il consigliere Caramanico: «La Regione si è rifiutata di dire “no” quando era chiamata a farlo. Nucleare incompatibile con nostra idea di sviluppo». Pescara, 22 maggio – «La Regione si è rifiutata persino di mettere in discussione la risoluzione che avrebbe consentito all’Abruzzo di opporsi al nucleare nel momento in cui i tempi lo consentivano. Oggi le rassicurazioni di Chiodi sono solo un paravento». Lo denunciano il segretario del Pd abruzzese Silvio Paolucci e il consigliere regionale Franco Caramanico. «Il Pd aveva presentato una risoluzione che avrebbe consentito all’Abruzzo di mettersi al riparo, cosà’¬ come altre Regioni, dal rischio di ospitare centrali» dicono Paolucci e Caramanico, «mentre il centrodestra ha fatto di tutto perchà’© scadessero i termini per opporsi all’atto con cui il governo ha imposto il ritorno al nucleare: e non va dimenticato che parliamo di una “terza generazione” di nucleare già’  superata e molto pericolosa. Occorre alzare la voce e opporsi anche a ipotesi di centrali nucleari nelle regioni limitrofe, perchà’© il rischio certo non conosce i confini delle Regioni». Per questo il Pd rilancia: «Occorre un grande piano di investimenti per le energie rinnovabili» dicono Paolucci e Caramanico, «una occasione di crescita e occupazione che non va persa: l’immobilismo e l’ambiguità’  di questa giunta rischiano di fare male all’Abruzzo. Per noi il futuro è decisamente altro rispetto al nucleare».

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