La fine dei cambi di casacca.
Carissimo Direttore,
le scrivo questa mia dopo aver riflettuto dell’ultimo passaggio di casacca di parlamentari impazziti. Parlo dell’On. Paola Binetti che ha deciso di lasciare il Partito Democratico per aderire all’Udc di Casini. La sua improvvisa decisione sembra sia stata scaturita dalla candidatura di Emma Bonino alle elezioni della Presidenza della Regione Lazio. Logicamente due pensieri opposti, ma non basta a una scusa come questa a far pensare che non possa pià’¹ convivere con la Bonino, quando questa è stata eletta con lo stesso partito e ricopre la carica di V.Presidente del Senato. E’ che la si smetta di transfughi, di personalizzazione della politica. Con questa legge elettorale i deputati vengono eletti inbase ad una lista che il partito mette a disposizione dei cittadini e si viene eletto in base al posto che si occupa. Quindi vuol dire che il partito ti nomina, poi, se il tutto il partito si comporta bene, si vince. Ora che la Binetti non si ritrova pià’¹ nel Pd non rappresenta pià’¹ quella parte di partito che, anche con il mal di pancia, l’ha votata. Quindi sarebbe giusto e logico che diale dimissioni da parlamentare, anche se non aderisce ad un partito di maggioranza. Una volta si poteva anche concedere, perchè si veniva eletti con le preferenze e le preferenze non rappresentavano solo il partito. La stessa cosa dicasi per Francesco Rutelli, che, disciplinalmente, ha lasciato il posto del Copasir a Massimo D’Alema, ma anche lui è stato nominato ed è giusto che se lascia il partito che lo ha nominato è altrattanto giusto che lasci il parlamento per far posto all’ultimo dei non eletti che andrà’ a rappresentare la posizione del partito nel dibattito politico. Sarebbe ora che si mettesse mano alla legge affinchè questi tranfughi non ci siano pià’¹, ne a destra ne a sinistra, almeno durante la legislatura.
Vincenzo Pisegna
Presidente Ecologisti del Partito Democratico Abruzzo