Comunicato stampa: Legge inganno

 D'Alessandro“Sulla famigerata proposta di Legge regionale, avanzata dalla Giunta
Regionale, blocca petrolio è presto svelato l’inganno, prima di tutto
politico ed anche legislativo.” Ad affermarlo il Capogruppo del PD Camillo D’Alessandro, autore della Legge n. 14/2008, che aveva bloccato l’insediamento dell’Eni….

denominata appuntoLegge D’Alessandro che aggiunge :
Spacciano questa proposta come la salvezza, ma prendono in giro gli
abruzzesi. Nelle aree elencate dalla Giunta, ove non sono consentite le
attività’  di prospezione, ricerca, estrazione e prima lavorazione di olio
combustibile, già’  non lo erano prima, quindi la montagna ha partorito il
topolino. Già’  prima non era possibile svolgere queste attività’  nelle aree
protette, nelle aree sottoposte a vincoli o ricadenti nel Piano
paesaggistico, nei Siti di Interesse Comuni o nelle Zone di Protezione
Speciale, nelle arre classificate come pericolose per quanto riguarda il
rischio idrogeologico. Cosà’¬ come, nella mia legge, avevamo previsto
l’impossibilità’  di insediamento nelle zone agricole di pregio
Tanto è vero –rileva D’Alessandro  che non c’è nulla di nuovo, anzi si è
smontata una legge che funzionava, che il Dirigente del Servizio competente,
Avv. Massacesi, nel suo parere ha scritto: �Si ritiene, in ogni caso,
doveroso segnalare come l’iniziativa normativa di che trattasi, nella sua
attuale formulazione, non sembra di per sà’© tale da poter rimuovere
completamente i noti motivi di impugnativa avanzato dal Governo nel relativo
ricorso attualmente ala vaglio del Giudice delle Leggi�(corte
Costituzionale).�
Quindi  insiste D’Alessandro – si giustifica una nuova legge, per superare
eventuali limiti di incostituzionalità’  ,ma  poi si rischia di riavere una
nuova legge impugnata e nel frattempo si eliminano anche altri aspetti, non
impugnati dal Governo, della precedente legge: come l’introduzione della
Valutazione di Impatto Sanitario, l’obbligo di presentare piani di settore a
tutela della produzioni agricole, l’obbligo da parte della Regione di
monitorare lo stato di inquinamento ed i suoi effetti su persone, piante ed
animali verificando l’alterazione delle acque, dell’aria, del suolo�
“Ed infine l’artifizio-inganno utilizzato – conclude D’Alessandro – il
divieto si riferisce, non piu come nella precedente legge ad “attività’  di
prospezione, ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di
idrocarburi”, bensà’¬ ad attività’  di “prospezione, ricerca, estrazione e prima
lavorazione di olio combustibile”, scompare la parola idrocarburi, perchè ?

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