«Pd: troppi errori, servono metodi nuovi»

 La proposta di Marinella Sclocco: «Dobbiamo diventare un partito vero che non dica sempre sà’¬ a tutto»

Rapino: l’elettorato ci punisce perchè parliamo troppo di noi stessi 

 PESCARA. «Dove abbiamo presentato facce nuove e messo in campo metodi nuovi abbiamo avuto risultati migliori». Marco Rapino segretario regionale dei giovani del Pd si schiera con il segretario Silvio Paolucci che ieri in una intervista a il Centro nel prendere atto della pesante sconfitta del Pd ha sottolineato che «si è chiuso un ciclo» rilanciando il progetto del piano rinnovamento. «Dobbiamo andare assolutamente avanti su questa strada. Non si tratta solo di facce ma di metodi», sollecita Rapino, «dare il massimo spazio alle idee e al confronto e non ritornare sui litigi, le divisioni i personalismi. Questo è la vecchia politica, noi vogliamo prendere il meglio anche dalle esperienze passate, quando si discuteva ma si rinnovava anche».
Per Rapino quindi, «ben vengano le opinioni diverse, le sollecitazioni a fare di pià’¹ e meglio». La sconfitta per i giovani del Pd apre anche una opportunità’ , quella di ricostruire una nuovo patto con i cittadini. «Quando Paolucci dice che si è conclusa una stagione e ne dobbiamo aprire un’altra ha ragione. Lo deve fare con noi giovani in presa diretta, in primo luogo con Marco Alessandrini che nella sua campagna elettorale a Pescara ha conquistato voti nuovi oltre quelli dei partiti, segno questo che l’elettorato ha bisogno di confrontarsi con persone nuove. Andiamo verso il congresso regionale sapendo appunto che l’unico errore che possiamo ora fare è quello di essere auto-referenziali e questo l’elettorato lo ha già’  punito. Il processo di rinnovamento non è contro nessuno, perà’² dobbiamo trovare la strada giusta per ricostruire un rapporto con i cittadini e riavere la fiducia dell’elettorato. E’ la grande sfida che ci attende».
 Ancora pià’¹ determinata Marinella Sclocco consigliere regionale del Pd. «Il segnale che ci arriva è forte e chiaro: il Pd deve cambiare pelle», dice l’esponente regionale del Pd, «deve diventare un partito vero, organizzato, netto nelle scelte, che non dica di sà’¬ a tutti per paura di scontentare qualcuno: nel lungo periodo, questa si è dimostrata una scelta suicida. Non si puà’² dire contemporaneamente di sà’¬ alla filovia ed alla strada parco: occorre il coraggio di dire dei no, di fare delle scelte. Il momento di aprire una nuova epoca, con una nuova squadra dirigente e militante, che entri in sintonia con la città’  e i suoi nuovi bisogni, che lo faccia sulla base di regole condivise, con un linguaggio quotidiano e senza retorica. Dobbiamo prendere l’esempio dall’entusiasmo di quei vecchi militanti che hanno dedicato la vita a un ideale con spirito volontario e di servizio».
Da Il Centro - ven 12 giugno 2009 (m.p.)

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