Il Segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani interviene a L’Aquila alla Festa democratica della cultura.
L’articolo del quotidiano Il Centro. – Bersani: per la nostra legge raccoglieremo firme in tutta Italia. Occorre mettere paletti certi su regole e canali di finanziamento anche chiedendo solidarietà’ al Paese. L’AQUILA. «Stiamo lavorando a un progetto di legge sulla ricostruzione. Mi piace l’idea che nasca da una grande adesione popolare. Ci impegneremo a raccogliere le firme in tutto il paese». Riparte da qui, dalla Festa democratica della cultura ospitata nel Parco della Basilica di Collemaggio, la sfida del Pd al “ghe pensi mi†berlusconiano. Lo scandisce tra gli applausi il segretario del partito Pierluigi Bersani che ieri ha aperto col suo intervento i sei giorni di festa.
«Una festa del coraggio contro la paura del terremoto», ha detto il segretario provinciale Michele Fina, «una festa», gli ha fatto eco il segretario regionale Silvio Paolucci che mette al centro la «grande sfida della ricostruzione che è la grande sfida della nostra Regione».
Una sfida che in realtà’ ha anche una valenza nazionale, perchà’©, ha spiegato Bersani «L’Aquila è una drammatica metafora del berlusconismo: un capo solo, un padrone solo, uno che lancia favole e miracoli per chiedere il consenso tutti i giorni, per vivere sempre nel suo presente, un qualcosa che ci ha rubato il futuro».
E’ arrivato il tempo allora di «ribaltare la metafora e di metterci a lavorare». Tutti insieme, perchà’© «sull’Aquila non mi interessa fare polemiche. Mi interessa solo mettere i paletti per la ricostruzione vera», varando una legge «che stabilisca un percorso certo, regole certe, un canale finanziario certo. Il bilancio dello Stato non ce la fa? Allora bisogna fare un intervento straordinario e chiedere la solidarietà’ agli italiani. Noi siamo pronti a farlo».
Da qui l’idea di una legge che sia sorretta da una petizione popolare. «Dobbiamo impegnarci perchà’© le parole diventino fatti», dice Bersani. Fatti che significano semplicemente «che questa terra sia trattata come le altre» per quanto riguarda indennizzi e contributi.
Sull’esito di questa battaglia pesano inevitabilmente le incertezze del quadro politico. «Il dato di fondo è che l’Italia non ha un governo», ha detto Bersani. «C’è una crisi conclamata nel centrodestra e la prima cosa che chiediamo è che questi riconoscano semplicemente la crisi che c’è, la finiscano di passarsi il cerino, vadano in Parlamento e dicano che non sono in condizioni di garantire un governo in questo paese e si rimettano al presidente della Repubblica. Noi siamo pronti, non temiamo certo le elezioni anticipate. Ma sia chiaro», ha osservato Bersani, «che, se si arriva ad elezioni anticipate, esse avranno un padre ed una madre: Berlusconi e la sua crisi. Ha fatto tutto lui, ha disfatto tutto lui».
Quanto a Gianfranco Fini «è un esponente del centrodestra e fa parte di questo litigio che sta avvenendo nel centrodestra. Dopodichà’©», ha osservato il leader Pd, «Fini è il presidente della Camera e quello che non è accettabile è che Berlusconi pensi di avere a disposizione le istituzioni. Finchà’© non abbiamo la costituzione di Arcore la nostra non funziona cosà’¬». Fini, probabilmente, sarà’ la prossima settimana a Vasto alla festa dell’Italia dei Valori. Bersani non è sicuro di esserci («l’invito è arrivato tardi») ma «ci saremo, se non io ci sarà’ la Bindi»)
Bersani ha promesso di mantenere costante l’attenzione sull’Aquila. Ma da ieri ha un vincolo in pià’¹ con la città’ , perchà’© ha firmato l’adesione al costituendo Circolo amatori del sigaro toscano dell’Aquila. Nell’annuncio del circolo si spiega solennemente: «In 150 anni di storia del nostro paese da Garibaldi all’onorevole Marini, da re Vittorio Emanuele all’onorevole Bersani, il Toscano ha sempre rappresentato un made in Italy di prestigio». Anche questo è lo spirito della festa. E Bersani ha firmato ben volentieri prima di fare un doveroso mgira tra gli stand.
«Sapete quante feste abbiamo fatto? Millecinquecento, credo che in Italia batteremo qualche record. E questo lo dobbiamo a decine di migliaia di volontari, tutta brava gente che si mette in movimento per un’altra Italia. Perchà’© qui se non c’è una risposta civile i partiti da soli non ce la fanno».
La prima giornata della festa si è chiusa con il recital di Paolo Rossi, “Serata del disonoreâ€, un’antologia del meglio prodotto dal comico milanese: vent’anni di storia d’Italia raccontata in maniere irriverente, pirotecnica e tragicomica.
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